Redshift Shockstop

6 maggio 2018

Oggi parliamo di Redshift, azienda americana fondata da tre ragazzi con passione, capacità tecniche e grande inventiva per la progettazione di componenti per il ciclismo.

Quasi 3 anni fa lanciarono sul mercato una delle loro invenzioni, lo Shockstop stem, un attacco che assorbe le vibrazioni che vengono trasmesse dalla bici al nostro corpo dovute a percorrenza su terreni sconnessi, vibrazioni che a seconda delle geometrie e materiale del telaio, gomme e ruote che utilizziamo sulla nostra bici,  possono trasmettersi fino a farsi sentire sul nostro corpo e creare sensazioni poco piacevoli o dare fastidio fisico, già in passato ci sono state aziende che hanno cercato di trovare una soluzione a questo inconveniente ma con poco successo sia dal punto di vista funzionale che estetico e pesi esagerati.

Ho seguito con interesse le informazioni di questo Shockstop, letto varie recensioni, i commenti e discussioni relativi a questo prodotto per capire quanto potesse essere valido ed utile per le biciclette, specialmente in ambito gravel, ho evitato di fare commenti negativi o positivi basandomi solo su quello che leggevo o capivo guardando questo progetto fino a quando ho avuto modo di parlare direttamente con Erik, uno dei fondatori della Redshift, mi ha dato tutte le informazioni tecniche e fatto la gentilezza di inviarmi lo Shockstop in prova.

Lo Shockstop arriva nella sua scatola rossa, all’interno di questa oltre all’attacco troviamo anche i diversi elastomeri ed un foglietto con le istruzioni.

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Tiro fuori tutto il contenuto della scatola e passo 10 minuti di orologio a guardare ogni singolo dettaglio, la fattura è veramente di ottima qualità, le dimensioni sono appena più grandi di quelle di un classico attacco manubrio, è leggermente squadrato ma gradevole esteticamente, il peso rilevato in misura 90mm è di 260g, l’attacco che ho ricevuto ha angolazione +o- 6° esiste anche con angolo +30° ma solo in misura 100mm, i 5 elastomeri a corredo hanno diversi valori di elasticità e secondo le indicazioni della Redshift vanno combinati in base al proprio peso, ma è possibile decidere cosa scegliere fra le diverse combinazioni per ottenere più o meno escursione dell’attacco in modo da accentuare o diminuire l’assorbimento delle vibrazioni,  il massimo dell’escursione che si ottiene combinando gli elastomeri è 2cm.

Passo al test, tolgo il mio attacco manubrio e monto lo Shockstop, la procedura è semplice, basta seguire le istruzioni allegate o i diversi video che si trovano online, si monta l’attacco e si decide la coppia di elastomeri da utilizzare, in questo caso ho scelto l’abbinamento 80+70 anche se per il mio peso è consigliato 80+50 ho voluto rendere appena più rigida l’escursione perché il test è stato fatto utilizzando gomme da 42mm già di loro confortevoli se tenute a pressione 2.2-2.5, dopo avere terminato il montaggio seguendo passo passo le istruzioni allegato si va in strada con un dubbio in testa “speriamo che la flessione non sia troppa e stravolga la guida della gravel”…

Il test su strada, nel primo tratto di 7km su asfalto scassato, il solito che faccio per tutti i test, la prima cosa che noto passando sulle buche presenti in strada è non sentire le buche, incredibile come se non ci fossero penso, quindi decido di continuare a passare con la bici sulle buche per capire meglio se si tratta di effeto placebo o se veramente questo Shockstop funziona, niente, grazie a questo attacco la non arriva nessuna vibrazione dall’anteriore, nessun saltello e la guida diventa ancora più fluida e veloce.

La flessione dell’attacco con la combinazione di elastomeri scelti è impercettibile, rende molto piacevole il percorso, decido quindi di imboccare lo sterrato che si presenta in parte battuto ed in parte presenta tratti con pietre interrate alternate a smosse,  anche qui il comportamento è eccezionale, l’avantreno legge tutta la strada e le braccia si stancano meno, molto meno, la guida continua ad essere piacevole.

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A fine giro tiro le considerazioni, utilizzando questo attacco con la coppia di elastomeri scelti ed abbinati a gomme da 42mm e pressioni elevate (3.2 bar) rende l’asfalto scassato quasi una strada liscia e perfetta, non flette molto sotto il mio peso, percepisco un movimento minimo quasi impercettibile giusto frenando in maniera brusca, su sterrato più complesso va comunque molto bene ma per ottenere il massimo del comfort mi rendo conto che avrei dovuto seguire le istruzioni fornite ed utilizzare la coppia di elastomeri suggeriti per ottenere comfort totale ma i miei percorsi sono molto diversi ed ho optato per una via di mezzo che si è rivelata vincente in entrambi, specialmente nei miei percorsi tipici di asfalto scassato e sterrato battuto.

Per chi decide di utilizzare questo attacco manubrio, una soluzione che può venire incontro a chi percorre moltissimi km può essere quella di portarsi nella borsetta o zaino gli altri elastomeri e decidere durante il viaggio di sostituirli per affrontare in base alla propria guida cosa si preferisce percorrendo determinate strade, non preoccupatevi, la sostituzione degli elastomeri impiega 5 minuti di orologio e chiavi a brugola che normalmente ci portiamo dietro per normale manutenzione in casi di emergenza.

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Il giorno successivo la seconda uscita, ho scelto la coppia di elastomeri leggermente più morbida di quella utilizzata  precedentemente visto che dovevo fare un percorso molto impegnativo e per gran parte in sterrato, i 60km in questa combinazione mi hanno fatto divertire su questi percorsi, è stato molto piacevole, l’avantreno non rimbalzava seppur il percorso non era propriamente gravel, anzi, tendeva alla MTB eppure sono tornato a casa con braccia e collo completamente rilassate e riposate, devo ringraziare i ragazzi di Redshift, questo attacco è veramente un’ottima soluzione per chi fa gravel, lo consiglierei anche a chi pratica ciclocross o eventi tipo Eroica, Nova Eroica, Parigi-Roubaix ecc.

Concludo questa breve panoramica con le mie considerazioni, le bici gravel non necessitano di forcelle ammortizzate che andrebbero a snaturare il concetto e la guida oltre che le geometrie e questo attacco è un’ottima soluzione, al tempo stesso considero anche le necessità di molti ciclisti che vivono in territori molto diversi dai miei e che per scelta o cause di forza maggiore  si possono imbattere anche in percorsi più complessi del classico asfalto rovinato, strade bianche o terreni battuti, quindi possono trovare limitato l’utilizzo di una bici gravel e pensare di risolvere montando forcelle ammortizzate, il mio consiglio è di scegliere lo Shockstop per evitare di snaturare una bici da gravel ma al tempo stesso poter affrontare anche qualche terreno più complesso, una volta provato non potrete più a farne a meno.

Dopo aver provato lo Shockstop ho contattato Erik per chiedergli la cortesia di poter offrire agli iscritti del gruppo https://www.facebook.com/groups/gravelbikeitaly/ uno sconto per l’acquisto diretto perché sono convinto che questa sia una delle soluzioni migliori esistenti sul mercato dedicata a chi predilige utilizzare bici da gravel, cross, classiche e ciclo viaggi, Erik ed i suoi colleghi sono stati gentilissimi, hanno accettato la mia proposta e dato la possibilità di acquistare il loro prodotto utilizzando il codice coupon che trovate qui.

https://www.facebook.com/groups/gravelbikeitaly/permalink/1989769721339995/

Ricordo che tutti i test che eseguo io insieme ad alcuni collaboratori vengo fatti a titolo gratuito, senza nessuna sponsorizzazione e che le aziende ed i loro prodotti testati vengono scelte da noi solo ed esclusivamente considerando la validità degli stessi.

Francesco Dinoia

Trovate l’articolo anche su www.gravelpeople.it


Le gomme per gravel; WTB Resolute e WTB Riddler La gravel da cicloturista.
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