Puro gravel

29 aprile 2018
Dopo aver gettato le basi su questa “nuova ma vecchia” disciplina ciclistica, chiamata gravel, che come tutte le cose, si evolve e modifica negli anni grazie ad innovazioni tecniche, per rispondere alle diverse necessità, permette di affrontare gli svariati percorsi che offre il nostro mondo, cercheremo di analizzare le diverse tipologie di “bici gravel”.
Partiamo dalla bici gravel più “pura”, derivata dalle bici da strada, permette di percorrere strade bianche e sterrati battuti ed argini, dedicata agli “stradisti”.
Stanchi del traffico e delle auto, per chi non guarda alla prestazione nel gruppo, per chi ama pedalare, osservare e scoprire i paesaggi e dedicarsi magari all’ozio ed assaporare buon cibo accompagnato da birra o vino durante le uscite in bici. Direte voi, “ma non è niente di nuovo, si fa già, lo facciamo già con la bici da ciclo turismo o da eroica”, e noi ti diciamo “eh no, non hai considerato gli americani”, si sempre loro… Hanno tirato fuori questa categoria di bici, le hanno dato un nome, l’hanno CATEGORIZZATA, CATALOGATA e dato un nome, “GRAVEL”, la bici da strada “ammeregana” per affrontare le strade secondarie degli USA che spesso non sono asfaltate. Voi direte “beati voi, qui anche le principali sono dei tratturi, sai che novità”, altri grideranno al marketing (in parte a ragione) ma, dobbiamo considerare i ma.
Premettendo che in ogni prodotto che si acquista c’è del marketing, dobbiamo anche considerare le evoluzioni dei prodotti, certamente i percorsi votati al “gravel” si possono percorrere nei più disparati modi e con le diverse tipologie di bici ma il percorrererli con un mezzo studiato e progettato con l’ausilio di innovazioni e nuovi materiali è tutt’altra cosa. Ecco che qui arrivano i produttori a proporci il telaio gravel, un telaio che unisce la comodità nel percorrere quelle strade che fino a pochi anni fa erano tabù per gli stradisti ma che al tempo stesso permette di godersi anche lunghi giri su strade asfaltate. Questi telai si differenziano da quelli prettamente dedicati all’asfalto ed alla pura prestazione, da alcuni particolari, quali materiali, geometrie e componenti.
 Le geometrie:
Le differenze sostanziali, che si noteranno paragonandolo ad un telaio da corsa sono:
  • angolo piantone e sterzo più aperti,
  • tubo sterzo più alto,
  • forcella con lughezza che va dai forcellini alla testa, mediamente più alta di 2-3cm,
  • carro posteriore leggermente più lungo,
  • possibilità di montare coperture intorno ai 32-35mm,
  • sistema frenante V-brake o freni a disco in quanto entrambi i sistemi offrono la possibilità di accogliere coperture più larghe,
  • un dislivello sella/manubrio meno accentuato,
  • altezza del movimento centrale leggermente ribassata.

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credits prweb.com

 

I materiali:
La questione dei materiali è complessa come lo è quella delle geometrie e come lo è la scelta dei componenti, per semplificare in poche righe, senza addentrarci in tecnicismi che rischiano di creare confusione, a differenza della classica bici da corsa, nel gravel molti prediligono materiali quali acciaio o titanio. I profani storceranno il naso, in molti credono che l’acciaio sia un materiale pesante ed obsoleto per la costruzione dei telai di bici, invece aziende quali Columbus, Dedacciai, Reynolds e Tange, negli anni del dominio del composito, hanno continuato a produrre, studiare e migliorare le tubazioni in acciaio, ma  approfondiremo in seguito le offerte e caratteristiche di questo materiale.
L’acciaio sta tornando ad affacciarsi nel mercato del ciclismo, sia tramite prodotti industriali ma specialmente fra quelli artigianali e più ricercati sia nel materiale che nelle lavorazioni.
Stessa cosa con telai in titanio, seppur con numeri minori dovuti al costo di questo materiale, a seguire troviamo i telai in carbonio per i quali le aziende produttrici stanno proponendo soluzioni che possano “ammorbidire” la trasmissione delle vibrazioni che trasmette il carbonio, per concludere i telai in alluminio, la maggior parte sono la scelta per chi si avvicina al mondo bici e vuole impegnare una cifra più contenuta per la bici, l’alluminio è il meno indicato riguardo l’assorbimento delle vibrazioni ma anche qui è possibile limitare e ridurre questo problema utilizzando gomme maggiorate a pressioni più basse o lavorare con componenti che possano smorzare le vibrazioni.
Ognuno dei materiali su indicati ha dei pro e contro, vanno scelti in base all’utilizzo che si vuol fare della bici.
Oltre la conoscenza dei materiali bisogna considerare le diverse geometrie e componenti che andranno ad allestire la nostra bici da gravel per avere un’idea più chiara di come risponderà la bici nel suo complesso e quindi capire se possa o meno fare al caso nostro.
Fatta questa panoramica generale che ci servirà da apripista per approfondire il discorso della gravel più votata alle strade bianche, argini e sterrati battuti, nel prossimo articolo entreremo nel dettaglio cercando di spiegare le differenze in maniera più dettagliata.

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Credit: adventuremonkey.com

questo articolo lo trovate anche su: http://www.gravelpeople.it/puro-gravel/


Il punto sul gravel Gravel per gli stradisti
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